De Masi: giovani, siate semplificatori di complessità

Siate semplificatori, perché «la semplicità è una complessità risolta». E diffidate sempre di chi dice “la situazione è complessa”, perché «significa solo che non sa come semplificarla». Parola di Domenico De Masi, sociologo e da sempre attento osservatore del presente e del futuro di una società dai confini sempre più vasti. E che in occasione di Call4Cattolica ha accettato una doppia sfida: da un lato, quella di disegnare una serie di possibili scenari futuri, guardando al 2030; dall’altro, quella di incontrare i giovani che partecipano a questa 24 ore di idee, raccogliendone spunti, riflessioni e proposte.

Orizzonte 2030: la vita cresce di 50mila ore

È un futuro incredibilmente vicino, per molti versi non dissimile dal presente, ma per altri totalmente trasformato, quello rappresentato dal sociologo. Un futuro nel quale, per esempio, sarà probabilmente un’esigenza forte quella di “Lavorare meno, lavorare tutti”, proprio come recita il titolo del più recente libro di De Masi. Dal punto di vista demografico, per esempio, i cambiamenti sono dirompenti: «Nel 2030 – racconta ai giovani di Call4Cattolica – potremo vivere fino a 750mila ore, contro le 700mila di oggi, mentre la popolazione mondiale crescerà fino a 8 miliardi di persone». Delle quali la grande maggioranza, 5 miliardi, vivrà in città.

Un miliardo di consumatori in più

Con gli attuali trend di sviluppo, poi, il tema della sostenibilità ambientale sarà sempre più critico: il controllo della produzione di CO2, ad esempio, è una vera emergenza da risolvere. Più persone significherà ovviamente anche più consumatori: cresceranno di circa un miliardo di unità, mentre il Pil pro capite salirà del 159 per cento. Sul fronte delle tecnologia, poi, futuro significa rivoluzione nel suo senso più pieno. «La potenza di un microprocessore – sottolinea De Masi – sarà centinaia di migliaia di volte più alta di quella di oggi». Con evidenti sviluppi su qualsiasi fronte della vita umana: «Dall’ingegneria genetica per vincere le malattie, all’intelligenza artificiale per per sostituire molti lavori intellettuali, alle nanotecnologie per far relazionare uomo e oggetto». La sfida per progettare il futuro è già aperta.

torna alle news